Da zero a Marte: la storia di SpaceX


Introduzione

Il 2020 si sta rivelando un anno storico. Catastrofi, pandemie e lotte per la parità sociale sono solo alcuni degli eventi che si sono susseguiti nei primi sei mesi.

Abbiamo già trattato del motivo per cui dovremmo cogliere il massimo da quest’anno, fare quel passo verso il cambiamento cercando di trovare soluzioni più efficienti ai metodi tradizionali, ormai obsoleti.

C’è chi di questo motto ne ha fatto uno stile di vita: Elon Musk. L’imprenditore plurimiliardario sudafricano aveva dichiarato che il 2020 sarebbe stato il suo anno e, come spesso succede nella storia della sua vita, non si è fatto fermare da niente e nessuno.

Il 30 maggio 2020 è una data storica, non solo per Elon, ma per tutta l’umanità. Per la prima volta negli annali una società privata (SpaceX) spedisce degli astronauti fuori dall’orbita terrestre, segnando di fatto una rivoluzione nell’industria aerospaziale e l’inizio di una nuova era.

Immaginandolo come un vero e proprio viaggio, voglio farti scoprire come nasce la startup SpaceX, quali siano state le avventure e disavventure che l’hanno portata sulla bocca di tutti e soprattutto quale sia il progetto più ampio, la meta di questa metaforica spedizione.

Dalla storia di SpaceX, così come dal suo CEO, c’è molto da imparare. Che questo viaggio ti sia di ispirazione.

La partenza: Come nasce SpaceX

L’imprenditore sudafricano Elon Musk racconta che da giovane ha sempre avuto due obiettivi, quello dell’energia rinnovabile come risorsa imprescindibile e quello di rendere l’umanità multi-planetaria.

Questo viaggio ha inizio nel 2002. Il nostro giovane protagonista ha alle spalle la realizzazione di due idee che di lì a poco avrebbero trasformato il mondo. Zip2, antenata di GoogleMaps e venduta per 307 milioni alla Compaq, e X.com, che forse conoscerai con il nome di PayPal, venduta ad Ebay per 1,5 miliardi.
Era arrivato il momento di decidere del suo futuro e per la prima volta aveva la possibilità economica di dar vita ad uno dei suoi sogni: il viaggio nello spazio.

Essendosi laureato in fisica ed economia aveva delle conoscenze pregresse riguardo le precedenti esperienze, ma il mondo aerospaziale gli era totalmente sconosciuto. Una cosa era certa: se per camminare c’è bisogno di piedi, per andare sullo spazio c’è bisogno di razzi. Decise quindi di comprare ciò che più gli serviva da Kosmotras (una società russa). Con poca credibilità e un progetto letteralmente impossibile, il prezzo che gli fu rifilato dai russi fu molto più alto di quanto si aspettasse.

La storia narra che tornando a mani vuote dalla Russia ebbe l’intuizione: si sarebbe costruito i razzi da sé, ad un prezzo molto più contenuto. Così, trasferitosi a Los Angeles, culla del mondo aerospaziale, decise di contattare le menti più brillanti e di mettersi all’opera.

Nel 2002 decise di investire cento milioni e assieme a Tom Muller, uno dei migliori costruttori di razzi al mondo (e altre undici menti brillanti) fondò SpaceX Space Exploration Technologies Corporation.

Il viaggio: da Falcon 1 a Falcon Heavy

Si dice che “il realismo è come ci ordinano di vedere la realtà”, Elon ha sempre visto la realtà a modo suo. Gli davano del pazzo quando all’Università leggeva i libri russi per comprendere come portare una pianta su Marte, continuavano a dargli del pazzo quando sostenne che SpaceX sarebbe stata in grado di creare dei razzi completamente riutilizzabili.

Eppure, la nomea di pazzo non l’ha di certo intralciato. L’idea era di creare un razzo che non fosse one-shot, ovvero che una volta lanciato in orbita potesse tornare automaticamente alla base senza cadere nell’oceano o andare disperso nella galassia. Inoltre, una volta attraccato e ricaricato, il razzo doveva essere pronto a ripartire eliminando tutti i costi di ricostruzione. Il progetto visionario tagliava drasticamente i costi che la NASA aveva sempre sostenuto, ma soprattutto alludeva alla possibilità di rendere questi viaggi appetibili ad un pubblico più vasto.

SpaceX era entrata nel mercato con il prototipo Falcon1, un razzo a due stadi progettato per portare a bassa orbita piccoli satelliti, comprensivo di un motore “Merlin” progettato dalla stessa startup e che tagliava drasticamente i costi sostenuti dai competitors.

Con tutte le carte in regola e un progetto lungimirante SpaceX vinse il primo appalto per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) della Nasa. Un contratto dal valore di 1,6 milioni di dollari e che permetteva alla startup di mostrare a tutti gli investitori quanto valesse.

Come per ogni viaggio, la possibilità di avarie è sempre dietro l’angolo. I primi tentativi di lancio della Falcon1 furono fallimentari per errori tecnici, il primo razzo non partì e il terzo esplose all’atterraggio.
Ma una volta aggiustata la macchina il viaggio può riprendere così, dopo soli sei anni (nel 2008), Falcon1 compie con successo la prima spedizione verso l’orbita terrestre bassa.

Il metodo utilizzato da Elon per ogni sua startup è quello del lean startup di Eric Ries (di cui parleremo a lungo in altri articoli), modello di business sostenibile basato su un processo di ideazione-verifica-modifica continuo che permette maggiore innovazioni e minori spese.

Da qui una serie di progetti di successo, tra cui Falcon 9, la capsula Dragon e Falcon Heavy. Un altro milestone nel percorso di SpaceX viene raggiunto nel maggio del 2012 quando diventa la prima azienda privata a rifornire con un carico la ISS.Nello stesso anno SpaceX annuncia di aver firmato un contratto con la Nasa per sviluppare il successore dello space shuttle, un velivolo in grado di trasportare degli astronauti nello spazio.

Nel 30 maggio 2020 SpaceX si aggiudica un ulteriore e storico primato. La capsula Dragon viene lanciata con successo, a bordo i due astronauti Doug Hurley e Robert Behnken. Dopo una sola giornata i due astronauti sono attraccati alla Stazione Spaziale Internazionale portando a termine la prima parte della missione. È lo stesso Elon ad affermare che si potrà parlare di vittoria solo quando i due astronauti avranno toccato il suolo terrestre.

La destinazione: il pianeta Marte

Come detto al principio, l’obiettivo di Elon Musk era quello di portare l’essere umano su Marte e, nonostante le svariate modifiche e i progetti intrapresi, il punto focale è ancora lo stesso.
Ma non si può avere tutto e subito, sarà il tempo a dirci se i fallimenti e le vittorie sono state utili al risultato finale.

Intanto, prima di arrivare a “costruire una città su Marte e salvare il pianeta Terra” (parole che, se non fossero state dette da Elon Musk, perderebbero totalmente significato), SpaceX ha annunciato un nuovo prototipo di razzo: il Super Heavy–Starship system.

Il primo decollo di questa “navicella” è fissato al 2023, permetterà al business man giapponese Maezawa Yusaku di volare attorno alla Luna.

In ultimo la società sta sperimentando la creazione di mezzi simili ai razzi per i viaggi tra città del pianeta Terra.

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Il mezzo di trasporto: il business model di SpaceX

Ma ora, torniamo per un momento con i piedi “per terra”.
Tutti i progetti di cui ti ho parlato, e soprattutto tutti i fallimenti in iter, hanno un costo rilevante. Ti sei chiesto come fa SpaceX a sostenere le uscite derivanti dalla creazione e il lancio dei numerosi razzi? Qual è il revenue model?

In breve, il business model di SpaceX può essere semplificato come segue:
la maggior parte dei profitti deriva dalle spedizioni di satelliti e carichi per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
SpaceX ha all’attivo contratti con tre grandi tipologie di clienti: le telecomunicazioni, la Nasa e il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America. Nonostante le diverse esigenze dei clienti, l’azienda è in grado di utilizzare i tre prodotti in arsenale (la Capsula Dragon, il razzo Falcon 9 o il Falcon Heavy) per soddisfare le differenti complessità.

È la riutilizzabilità del razzo a permettere a SpaceX di tagliare drasticamente i costi. Se volessi entrare nello specifico avrei bisogno di scrivere un interno articolo e non voglio tediarti, ma ti basti pensare che prima di SpaceX il costo per una missione era equiparabile a comprare un biglietto dell’aereo al costo di costruzione dell’aereo stesso per ogni viaggio.

Attraverso queste spedizioni l’azienda è in grado di raccogliere risorse per la manutenzione e per la sperimentazione di nuovi prototipi, mantenendo sempre a mente l’obiettivo principale: il lancio verso Marte.

Ad oggi il valore in borsa di SpaceX supera i 30 miliardi di dollari, ma a valere sono i sogni dell’azienda. Recenti studi sostengono che la società potrebbe raggiungere i 120 miliardi di dollari entro il 2030.

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Conclusione

Elon Musk, l’imprenditore plurimiliardario sudafricano, è riuscito a coronare uno dei suoi sogni di gioventù. Lungo l’articolo non si è trattato di Tesla, né della figura controversa dell’imprenditore, bensì del viaggio verso la realizzazione di un sogno.

Abbiamo analizzato assieme la sua startup SpaceX. Come è avvenuta la partenza nel 2002, le avventure e disavventure fino ad oggi ed il mezzo di trasporto utilizzato.

Dal 30 maggio 2020 SpaceX può vantare di essere la prima impresa privata ad aver spedito degli astronauti nello spazio. Una trasformazione nell’industria aerospaziale che segna l’inizio di una nuova era.

 Ma come avrai potuto capire, il viaggio non termina qui, c’è ancora molto lavoro da fare prima di riuscire a raggiungere il pianeta Marte, destinazione ultima del viaggio.

Questa storia ammette svariati spunti, uno di questi è sicuramente l’intraprendenza di Elon nel cercare di innovare un settore considerato completamente chiuso ai privati. L’uso di processi di innovazione che ammettono il fallimento ( e cercano di carpire il massimo da ogni errore) hanno permesso il successo di un esperimento considerato da molti come folle.

Ma non finisce qui, Musk ha dichiarato di voler lanciare 12mila satelliti SpaceX per consentire l’utilizzo di Internet gratis a tutti e portare tre turisti in giro per lo spazio, tutto entro la fine del 2021. 

Per concludere, mi piace pensare che questa storia potrebbe far accendere la scintilla ad un futuro Elon Musk per cercare di risolvere i problemi che attanagliano il pianeta Terra da troppo tempo.

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1 commento su “Da zero a Marte: la storia di SpaceX”

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