Energia rinnovabile per l’acqua potabile: la storia di Watly


Introduzione

Negli ultimi giorni sulle nostre pagine social abbiamo deciso di soffermarci sul tema della sostenibilità, in specifico sul tema dell’acqua.

Abbiamo trattato dell’inquinamento dell’oceano dalla plastica e del progetto visionario e ambizioso di The Ocean Cleanup, che riprenderemo in breve lungo l’articolo.

Ma la storia di cui voglio parlarti oggi porta il problema dell’acqua sulla terra ferma. Nel mondo quasi un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile, 748 milioni di persone si procurano acqua da fonti non sicure e di questi, 173 milioni bevono direttamente da fiumi, stagni o ruscelli. (dati presi da “Actionaid”).

Il problema dell’acqua potabile continua ad essere tra i primi posti nelle agende di sostenibilità delle grandi organizzazioni. Tra i 17 goal di sostenibilità decretati dalle Nazioni Unite (da raggiungere entro il 2030), al quinto posto troviamo proprio il problema dell’acqua – “Water & Sanitation”. L’ambasciatore di questo goal è l’imprenditore italiano protagonista della storia di oggi.

Questa è la storia di Marco Antonio Attisani e la sua Watly.

Nasce come startup la New-Co. che utilizza l’energia solare per depurare l’acqua da ogni contaminazione e non solo. Il grande “computer termodinamico” può fare tanto altro.

Nell’articolo troverai la storia di Watly e del suo founder, la mission e quali obiettivi ha raggiunto la startup. Ma soprattutto, un esempio di come l’innovazione tecnologica possa essere utilizzata per il bene comune, un progetto ambizioso tutto italiano.

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L’acqua, dall’oceano alla terra

Sul nostro canale instagram abbiamo pubblicato un breve broadcast in cui abbiamo argomentato il problema dell’inquinamento della plastica nell’oceano e della missione di Ocean CleanUp. La startup si è imposta l’obiettivo di ripulire il 90% della plastica nell’Oceano entro il 2040. Ne tu ne noi possiamo dire se ci riuscirà o meno, ma l’ambizione spinge all’innovazione.

Nella sola zona del pacifico si stima un totale di 1,8 trilioni di pezzi di plastica galleggiante, un conteggio di plastica equivalente a 250 pezzi di detriti per ogni essere umano nel mondo. (dati tratti dal sito OceanCleanup).

La plastica negli oceani è un problema a livello globale, non solo per le forme di vita che abitano l’ecosistema marino, ma anche per quello terrestre, tra cui (contiamo anche noi).

Il circolo vizioso de “La plastica che getti ti tornerà sul piatto”, penso che tu lo conosca già, ma c’è da aggiungere che tale plastica nell’84% dei casi ha almeno una sostanza chimica tossica bioaccumulabile persistente (ovvero un inquinante che si accumula nel corpo e che diventa dannoso a livello di organismo). Gli animali che consumano questi detriti stanno quindi ingerendo le sostanze chimiche attaccate alla plastica, e queste sostanze chimiche seppur in piccola parte arrivano sul nostro piatto.

Queste sostanze batteriche si aggiungono al grande problema dell’inquinamento idrico. In molti Paesi in via di sviluppo l’inquinamento dell’acqua rappresenta una causa principale di morte, questo perché le persone bevono da sorgenti di acqua inquinata.

Questo ci porta ad introdurre la startup di oggi, Watly.

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Marco Antonio Attisani è Watly

È un dato di fatto che le zone limitrofe agli oceani sia anche le più povere di risorse idriche potabili, eppure suona così contrastante. Non pensi?

C’è chi, da questa affermazione ne ha tratto l’idea imprenditoriale che gli ha cambiato la vita: sto parlando di Marco Antonio Attisani.

L’imprenditore, con una laurea in economia e un background di 10 anni nell’energia rinnovabile, si trova a scontrarsi con il fatto che ad uccidere 5000 persone al giorno non è tanto la mancanza d’acqua, quanto la contaminazione da batteri, arsenico e metalli pesanti. Ma soprattutto sul fatto che mancassero delle infrastrutture adatte a ripulire l’acqua salata e contaminata. Così l’idea: Watly!

Marco Antonio Attisani

Il progetto ha portato Attisani ad essere conosciuto e riconosciuto globalmente, ha tenuto numerose conferenze di rilievo e, come detto in precedenza, ad essere Ambassador delle Nazioni Unite per il quinto dei diciassette obiettivi di sostenibilità.

Per un’ambizione così grande è necessaria una risorsa altrettanto grande, e cosa c’è di più imponente del sole? Il progetto si fonda sull’utilizzo dell’energia solare per depurare l’acqua in ogni forma di contaminazione, rendendola totalmente potabile.

La missione in realtà è ancora più ambiziosa, offrire un’unica soluzione tecnologica ad alcuni dei fabbisogni fondamentali dell’uomo: quello dell’acqua potabile, ma anche l’energia elettrica e la connessione internet, tutto questo in una sola macchina.

Per la prima volta queste tre funzioni, fondamentali per lo sviluppo della vita, vengono unite in una sola macchina, così nel 2013 in Italia nasce il progetto Watly (nel prossimo capitolo ti parlerò più specificatamente del funzionamento della macchina).

Sono stati necessari due anni di sviluppo, finanziato con fondi propri, per arrivare a presentare un progetto concreto. Da lì una serie di vittore, tra cui spicca il bando europeo Horizon2020, l’European Pioneers, Il Premio Corporate Marzotto. Una sequenza di successi con i quali raccolgono dall’Europa due milioni di euro a fondo perduto, fondamentali per la costruzione della macchina.

Ti ho raccontato la mission e cosa ha spinto il Founder ad intraprendere questo grande progetto filantropico, ora è arrivato il momento di introdurti la tecnologia alla base.

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Il computer termodinamico

Come può, una sola macchina, fornire acqua potabile, elettricità e connessione internet con il solo utilizzo dell’energia solare. Sembra impossibile ma è solo Watly.

Watly è il primo computer termodinamico al mondo, una stazione di servizio indipendente in grado di purificare l’acqua, anche marina, da ogni forma di contaminazione. Produce energia da pannelli fotovoltaici e depura acqua attraverso il principio fisico della distillazione a termocompressione. Watly non usa filtri né membrane né agenti chimici, è di facile uso e richiede poca manutenzione.

“È di gran lunga il metodo più efficace e potente di purificazione dell’acqua disponibile. In termini di efficacia, supera i metodi di osmosi inversa, nano-filtrazione o purificazione ultravioletta.” – Racconta lo stesso Attisani.

I risultati di laboratorio accreditati confermano che la qualità dell’acqua di Watly è eccezionale, assolutamente pura, a bassa mineralizzazione e con un perfetto equilibrio del pH (6,8 – 7,2). La produzione di acqua di Watly non dipende dal tipo di acqua immessa. Non importa quanto sia inquinata l’acqua che alimenta Watly.

Ma come è fatta la macchina?

Watly 3.0

Per la costruzione e i diversi passaggi fino alla Watly 3.0 è stato necessario un team di 40 persone dal Friuli alla Puglia, ingegneri termodinamici, meccanici, grafici e designer. Un team che si divide tra Udine (data center) e Bari, spazio allestito per la produzione meccanica ingegneristica.

Watly può funzionare come una macchina autonoma ma due o più Watly messi in rete creano un’Energy Net, una vera e propria infrastruttura per portare sviluppo economico e sociale a centinaia di migliaia di comunità che ne hanno bisogno.

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Il futuro

Watly è coperto da diversi brevetti ed è stato testato sul campo in Ghana e altri paesi dell’Africa sub-sahariana, ma Attisani non ha nessuna intenzione di fermarsi.

“Succede di scoraggiarsi e di esaltarsi quasi tutti i giorni. La realtà è che questo progetto richiede uno sforzo e una passione sovrumane ogni momento. Bisogna non mollare mai, il successo è nelle mani di chi da valore ai propri sogni”

Come si finanzia un progetto così grande?

I clienti target sono aziende private, ma anche Governi e Istituzioni nazionali e sovranazionali. Queste metteranno Watly a disposizione delle comunità dove il singolo potrà avere accesso alle funzionalità a tariffe accessibili. Il business model sostiene che ogni unità genera 300 mila euro di revenue annuali, l’investimento iniziale verrebbe ammortizzato in un periodo da 1 a 3 anni.

Watly non è un prodotto ma un nuovo paradigma tecnologico ed economico.

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Ce ne sono molte altre sul blog, segui la pagina!


1 commento su “Energia rinnovabile per l’acqua potabile: la storia di Watly”

  1. ALEXANDRE JUNQUEIRA

    Saudações meu amigo Pablo!
    Gostei muito do artigo e do blog, desejo sucesso a vocês!
    Se quiserem um parceiro no Brasil para divulgar e escrever artigos, conte comigo!
    grande abraço a você e toda equipe!

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